Quando scopriamo che il restauro di un dipinto della scuola bassanesca custodito da secoli in una chiesa veneta cela misteri nascosti sotto ridipinture inappropriate, comprendiamo il valore reale della conservazione specialistica. È quanto accaduto con la “Presentazione al Tempio” tela posizionata sull’altar maggiore della Chiesa di San Zeno a Cassola, che ha subito un intervento straordinario. Questo caso studio rappresenta un eccellente esempio di come il restauro di un’opera debba coniugare rigore scientifico e competenza tecnica per valorizzare il patrimonio veneto.

Stato iniziale prima del restauro di un dipinto : superfici offuscate e colori spenti.
Diagnosi e Indagini Scientifiche nel Restauro di un Dipinto della Scuola Bassanesca
Il dipinto, attribuito a un maestro della cerchia di Jacopo Da Ponte, presentava danni strutturali evidenti e una superficie completamente offuscata. Gran parte della superficie risultava ricoperta da ridipinture risalenti a un intervento passato. Per comprendere cosa si celasse sotto questi strati, il team di restauratori ha eseguito diverse analisi diagnostiche fra cui fluorescenza ultravioletta (UV) e riflettografia infrarossa (IR), strumenti fondamentali nel restauro di un dipinto.
I risultati furono illuminanti: la superficie era pesantemente ricoperta da materiali eterogenei, ma al di sotto il dipinto originale presentava danni molto limitati. Le finiture più delicate erano sostanzialmente integre. Tuttavia, le indagini rivelarono anche un’anomalia nella parte inferiore: strutture pittoriche anomale. Solo durante l’intervento operativo questa scoperta avrebbe acquisito significato pieno.

La diagnostica nel restauro di un dipinto rivela i segreti nascosti
La Tecnica di Pulitura nel Restauro di un Dipinto della Scuola Bassanesca
La sfida principale emergeva nella fase di pulitura: il protettivo era una vernice flatting da barche, materiale nautico estremamente difficile da rimuovere senza danneggiare la policromia sottostante. Solventi troppo aggressivi avrebbero compromesso il colore originale.
Dopo una serie di analisi microchimiche, la soluzione è stata l’utilizzo di un solvente in forma di gel, capace di rigonfiare la vernice senza penetrazione profonda. Man mano che la ridipintura veniva rimossa, riaffiorava il colore originale sorprendentemente luminoso. Le tonalità calde e ricche caratteristiche della scuola bassanesca tornavano finalmente visibili.

La tecnica di pulitura rivela colori dimenticati
La Scoperta Straordinaria: il Recupero delle Dimensioni Autentiche
Durante la pulitura emerse una scoperta fondamentale: quella strana struttura pittorica sulla parte inferiore era in realtà un’alterazione dell’originale: una striscia di tela aggiunta successivamente. Il dipinto era stato ristretto in larghezza sul margine sinistro e contemporaneamente allungato in altezza, riutilizzando la tela tolta dal fianco.
In accordo con la Soprintendenza, si è deciso di riportare la striscia di tela nella posizione originaria. In questo modo l’opera ha riconquistato l’equilibrio compositivo voluto dall’artista. La conferma delle dimensioni autentiche (218 x 165 cm) proveniva dai fori originali della chiodatura sui margini della tela. Questo dettaglio tecnico confermava che il restauro aveva raggiunto il suo scopo: l’autenticità materiale dell’opera.

Il margine sinistro del dipinto con i fori di chiodatura originali ricomposti
Integrazione Pittorica e Risultati Finali
L’integrazione pittorica ha riguardato la stuccatura dei dislivelli della tela e il ritocco esclusivamente dove mancava colore originale, garantendo reversibilità dell’intervento. Il dipinto è stato saturato con verniciatura finale protettiva di effetto satinato. La ricollocazione sull’altare è stata studiata in modo che l’opera fosse perfettamente visibile con le nuove dimensioni. Al termine, è stato collocato in modo da rendere visibile l’intero dipinto.

La “Presentazione al Tempio” restaurata, brillante e ricollocata sull’altare

Conclusione
Il restauro di questo dipinto ha rappresentato non solo un esempio di rigore scientifico e competenza tecnica, ma anche una preziosa occasione per valorizzare l’autenticità e la storia del patrimonio artistico veneto. Grazie all’intervento eseguito nel 2025, è stato possibile restituire all’opera la sua bellezza originale, offrendo al pubblico e agli studiosi la possibilità di ammirare dettagli pittorici rimasti a lungo nascosti.
Questo progetto, incentrato sul restauro di un dipinto della scuola bassanesca, ha evidenziato quanto sia fondamentale coniugare metodologie all’avanguardia, studio storico e attenzione conservativa per tutelare i capolavori custoditi nelle chiese e nei musei del territorio. Il successo del restauro dimostra che investire su professionalità e innovazione nella conservazione consente di tramandare alle generazioni future la ricchezza della nostra arte.
Restauro di un Dipinto della Scuola Bassanesca
Nuova Alleanza è una cooperativa specializzata nel restauro di affreschi, beni architettonici e opere d’arte, con attestazione SOA OS2-A Cl.II, garanzia di professionalità e competenza. Ogni intervento viene condotto con metodologie aggiornate e nel rispetto delle normative sulla tutela dei beni culturali.
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