Pala di S.Leonardo

Eseguita su tavola di pioppo attorno al 1528, si tratta di uno dei più bei capolavori da Giovanni Antonio de’ Sacchis, detto il Pordenone, grande artista rinascimentale, concorrente di Tiziano al punto che la tradizione racconta che per invidia fu da questi fatto avvelenare.

In seguito ad un ricovero d’urgenza in laboratorio, è in corso un intervento minuzioso di riadesione di numerosi frammenti di colore che si sono distaccati dal supporto di legno. Il dissesto è avvenuto in conseguenza di un inverno particolarmente secco in cui i valori termoigrometrici sono stati particolarmente sfavorevoli. Nel mese di febbraio sono stati misurati varie volte valori oscillanti fra il 30 ed il 35 % di Umidità Relativa ambientale. L’opera era stata restaurata nel 1986 ed in quell’occasione le tavole di supporto furono sottoposte ad un accurato lavoro di risanamento con consolidamento del legno, sverzature, incalmi, ricongiunzioni ed infine parchettatura mediante applicazione di un telaio metallico con congegni di controllo a molle. Il sistema sembra funzionare positivamente, se si considera che tutte le stuccature di giunzione fra le tavole si presentano integre, senza alcun segno di crettatura riconducibile al movimento del legno. Si è osservato che i distacchi recenti sono di neo formazione ovvero sono avvenuti in zone in cui il colore non era stato precedentemente consolidato perché allora sano. Per ricoverare il dipinto in laboratorio è stato necessario proteggere le zone a rischio con velinature per evitare qualsiasi perdita di colore durante la movimentazione dell’opera. L’intervento che stiamo attuando ha previsto una prima fase di stabilizzazione climatica del legno per riportarlo gradualmente ai valori medi di UR% caratteristiche dell’area geografica di Moriago della Battaglia, quindi la riadesione del colore, attuata mediante sistema a sottovuoto controllato.


 

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